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Teresa Xiao Enhui Introduzione
Purtroppo, nel corso dei secoli, la cultura cinese non è stata
influenzata dai valori della rivelazione cristiana, con la quale pure
si era incontrata già quindici secoli fa, con l'arrivo dei primi
missionari cristiani dall'Assiria. Poi in
seguito ai nuovi arrivi, nel 1294 i francescani entravano a Pechino;
nel 1583 i gesuiti: Mattei Ricci
e Michele Ruggieri costruivano la
loro prima chiesa in Guandong. Ogni volta il cristianesimo fioriva per qualche
tempo, ma dopo per varie cause svaniva. Differente è stato il caso
del Buddhismo, pure importato dall'estero, che acquistò presto diritto di cittadinanza nella cultura cinese.
Lungo i secoli, la spiritualità buddhista
ha fatto sentire la propria influenza, accanto al Taoismo e Confucianesimo. L' impatto della Cina con il mondo
occidentale nel secolo 19° riportò il Cristianesimo alla Cina per
la quarta iniziazione. Però il clima di aggressione
causato dalle Guerre dell'Oppio impediva alla maggioranza degli intellettuali
cinesi di leggere la realtà più profonda dei valori cristiani. Anche
le tante opere caritative e culturali che la Chiesa costruiva in Cina,
grazie alle libertà concessa con
i "trattati ineguali", non erano sufficienti per rendere
riconoscibile il volto di Cristo. La grave ferita inferta alla
Cina dai colonialisti occidentali, costituiva una sfida per
la concezione confuciana e alla visione
della Cina come centro del mondo. Si sentiva l'urgenza di appropriarsi
della scienza e della tecnica occidentale.
Queste venivano
proposte alla Cina in un contesto culturale positivista e illuminista,
però nello stesso tempo emergevano anche i valori cristiani. Lo afferma
il professore
Li Xianping , nel suo libro “Salvare il
mondo e salvare il cuore”: “Quello che scuoteva gli equilibri del
mondo spirituale dei Cinesi non erano le armi, né le merci, ma era
soprattutto il Cristianesimo”
[i]
. Mentre si chiudeva l'epoca imperiale, nei grandi dibattiti
su come salvare la Cina, come salvare il
popolo cinese, venivano proposte formule
diverse. Non mancava qualche voce illuminata, come
quella di Sun Zhongshan (il fondatore della
Repubblica) che, divenuto cristiano, affermava di voler "portare
la responsabilità del Paese sviluppando la dottrina cristiana, trovando
l'armonia fra politica e religione". E
Zhou Zuoren (un
grande scrittore ) scriveva nel 1921: "C'è bisogno di un cuore
nuovo per i cinesi. Il Cristianesimo è la scelta migliore. Solo una
minoranza infatti ha la capacità di sostituire
il bisogno di religione con l'arte, con la scienza o l'impegno sociale,
ma la maggioranza non ha questa capacità. Solo il Cristianesimo, come
religione che porta lo sviluppo della scienza,
può dare speranza di salvare l'intelligenza del popolo cinese dall'idolatria".
E Chen Duxiu,
padre del movimento della "Nuova Cultura" diceva: "Non
abbiamo bisogno di cercare nella teologia, di dipendere dal dogma,
di appoggiare nessuna corrente: andiamo direttamente a bussare alla
porta di Gesù; chiediamo a lui di salvarci con la sua grande e magnifica
personalità". Erano comunque
voci isolate. 2. Il Cristianesimo nella letteratura cinese del
secolo 20° Un critico letterario cinese attuale, professore
Yang Jianlong
scrive nel suo libro “le grida nel deserto”: “Uno dei segni della
modernizzazione del romanzo cinese sta nel fatto
che ha superato la fase della descrizione degli oggetti per
rivolgersi alla persona. In questo cambiamento il grande
merito è della letteratura del Wuxi, con
la sua spiritualità cristiana”
[ii]
. I temi principali della letteratura del Movimento Wuxi
erano la salvezza del popolo e l’amore per il Paese. Ma, nell’approfondire
questi argomenti, i cinesi avevano difficoltà a cogliere il valore
proprio del Cristianesimo. Essi infatti non
lo comprendevano; la loro visione era oscurata dall’illuminismo, oltre
che dalla inadeguatezza della Chiesa locale cinese, sia a livello
di riflessione teologica che di esposizione catechetica.
Poi, alla fine degli anni ’30, avvenne l’invasione da parte
degli eserciti giapponesi. Iniziava un lungo periodo di grandi sofferenze per il nostro popolo e continuò
durante gli anni della grande guerra mondiale,
che finì con la sconfitta del Giappone, il 15 agosto 1945. E finalmente il 1 ottobre 1949 Mao
Zedong proclamava
la nascita della Nuova Cina, cioè la Repubblica
Popolare Cinese. Però per gli
intellettuali cinesi ci furono ancora anni difficili, con la drammatica
conclusione del movimento detto dei “cento fiori” (cioè
‘cento correnti culturali’ che finivano
con il confino degli intelletuali che avevano
espresso liberamente il loro pensiero. Tutti furono inviati nei campi
di lavoro.) nel 1957. Poi si ebbe il decennio della “Rivoluzione Culturale”
(1966-1976), che per il popolo cinese è stato
un grande disastro. Dopo la morte di Mao
Zedong, nel 1976, la Cina
ha continuato ad essere comunista, ma tante cose sono cambiate, con
la nuova politica di apertura economica voluta da Deng
Xiaoping. In quegli anni è nato in Cina anche un nuovo
interesse per la religione. Qualcuno parla addirittura di “febbre
religiosa”. E soprattutto è venuto in evidenza il Cristianesimo. La letteratura cinese dopo la Rivoluzione Culturale ha fatto
un nuovo passo, per quanto
riguarda la spiritualità cristiana. La corrente cosiddetta della “letteratura della ferita” concentrava la propria
riflessione soprattutto sugli orrori di quel decennio. Fra gli scritti di questa corrente ci sono “Il tempo del tramonto”, scritto da
Liping, e “L’inferno
e il paradiso”, scritto da Zhu Lin. Ambedue questi libri descrivono il conflitto tra fede cristiana e marxismo, alla ricerca della
vera fede. Interessante anche l’opera di Shi
Tiesheng “Un rapporto letterario per il
Pastore Zhang”. Egli
presenta il pastore Zhang che, dopo aver
ottenuto due licenze in teologia e in storia,
ha abbandonato pubblicamente
la fede cristiana convertendosi al marxismo durante la rivoluzione.
Dopo la sua morte, i parenti hanno
trovato una piccola busta cucita
nella sua sottoveste, in cui erano contenute due foto: una
è la sua famiglia e l’altra il momento in cui aveva ricevuto il diploma
di licenza in teologia, con una piccola croce dorata. Dopo la riforma economica, cioè negli
anni ’80, vari romanzi sono
dedicati a ricerche sul valore e
il significato della vita umana, in vista della salvezza personale.
Un lungo romanzo di Bei Cun, protestante,
si intitola “Il fiume del battesimo”. Esso
presenta lo studente Liu Lang, che dopo aver ricevuto
la laurea in medicina diventa il leader di una banda che ammazza uomini,
fa violenza alle donne, si inserisce nel
traffico della droga, ecc. Liu Lang,
secondo l’autore, “non ha coraggio
di affrontare la morte, ma neanche si interessa alla vita”. In una certa occasione, egli incontra una studentessa che legge la Bibbia.
Ne’ osserva il modo di vivere e si converte, ricevendo il battesimo.
Dopo la conversione, Liu Lang
diventa un uomo calmo e tranquillo, tollerante e umile, impegnato
addirittura a trasmettere la sua fede cristiana ai vecchi compagni
della banda. 2. Lo studio accademico sul Cristianesimo in Cina Il primo segno dell'attenzione sociale sul Cristianesimo spuntava
a metà degli anni ottanta con la collana: "La cultura: la Cina
e il mondo", che includeva alcuni testi sul Cristianesimo. Però
dopo 3 o 4 anni questa iniziativa è stata
chiusa a causa del movimento "6.4", cioè del
4 giugno 1989 (gli incidenti di Piazza Tiananmen). Invece una grande marea
di discussioni sul Cristianesimo fu suscitata da una serie di pubblicazioni
intitolata: "Le religioni e il mondo", organizzata dallo
studioso He Guanghu
di Pechino e incominciata nel
1988. Essa include: “Le donne e le religioni” di D.
L.
Carmody; “La teologia e la metafisica” di James Richmond; “La speranza politica” di Paul Tillich; “Le lettere e i pensieri
dal carcere” di D. Bonhoeffer; “Il
pensiero cristiano moderno” di J. C. Livingston;
La cristologia nella tarda dinastia Ming”
di G. Criveller, e altre opere che trattano di Cristianesimo
e Cultura, di Psicologia religiosa, di Sociologia della religione,
ecc. Tra gli studiosi più conosciuti in questo campo emerge la figura di Liu Xiaofeng con i suoi scritti:
“il salvare e il non agire”, “La poesia e
la verità”, più una collezione intitolata "Raccolta della teologia
e della filosofia del Cristianesimo occidentale nel ventesimo secolo",
che consta di ben 1852 pagine. Importante
è anche la "Biblioteca accademica cinese del pensiero cristiano":
si tratta di una serie sistematica,
organizzata dall’Istituto di teologia dei protestanti di
Daofengshan, ad
Hongkong, ed iniziata nel 1993. Essa include 150 opere classiche,
tradotte o scritte in lingua cinese. Lo stesso Istituto
di Daofengshan pubblica anche una rivista
"Daofeng - rivista della teologia in
cinese". Trascurando varie altre piccole iniziative, il terzo personaggio nel campo dello studio
del cristianesimo in Cina è Zhuo Xinping,
direttore dell'Istituto sulle grandi religioni dell'Accademia Cinese
di Scienze Sociali di Pechino. Egli è direttore
anche di un Centro di Ricerca sul Cristianesimo e organizza attualmente
quattro serie di pubblicazioni: "Cristianesimo accademico contemporaneo",
che include: “La teologia cattolica contemporanea nei paesi occidentali”
e “La teologia protestante contemporanea nei paesi occidentali”,
ambedue scritte dallo stesso Zhuo
Xinping; e inoltre “La teologia ortodossa
contemporanea”, scritta da Zhang Baichun. La seconda serie riguarda " Le religioni e il pensiero", di
cui sono usciti già cinque
libri. La terza serie, intitolata "La cultura cristiana",
comprende sei libri. Nella quarta serie di “Traduzioni del cristianesimo
contemporaneo" saranno pubblicate l'etica cristiana di K. H.
Perschke, e l'introduzione al Cristianesimo del Cardinale
Jozef Ratzinger. Il prof. Zhuo Xinping dirige inoltre due riviste del suo Istituto: “Studio del Cristianesimo” (pubblicazione annuale,
iniziata nel 1998), e “Religione
comparata”. L'attività accademica sul Cristianesimo si è sviluppata già
in tutte le zone nel territorio della Cina, e qua e là emergono gruppi di ricercatori o singoli studiosi che
si fanno notare per le loro iniziative. Alcuni di loro sono molti
attivi. L'Università del Popolo di Pechino, con la collaborazione
dell’Istituto (protestante) di Daofengshang, HongKong, organizza
una serie di ricerche con la partecipazione di vari studiosi sotto
la guida del professore Yang
Huilin sui temi: La metodologia e l'adattamento per una teologia
in Cinese; Le caratteristiche delle religioni cinesi e lo sviluppo
del cristianesimo in Cina; Il significato del Cristianesimo per la
modernizzazione della società cinese ecc. Nello stesso tempo, approfittando
delle strutture dell'università, si
offrono al pubblico delle lezioni sul Cristianesimo durante le vacanze
estive. Altro centro importante è l’Istituto di Letteratura Biblica
presso l' Università Henan,
che si è reso indipendente dalla facoltà di lettere nel 2001. La ricerca
era iniziata nel 1988 col professore Liang Gong, che era stato alunno di uno dei pionieri nello
studio della letteratura occidentale in Cina, Zhu
Weizhi (1905-1999). Questo aveva insegnato
nell’università protestante a Xiehe, e aveva
tradotto tutte le poesie e le opere di Milton. Il primo successo di
Zhu Weichi era
stato "Il Cristianesimo e la letteratura", che venne pubblicato nel 1941, nel quale egli loda il Cristianesimo dicendo che "è la
religione più bella e più artistica", e presenta un Gesù
poeta. La sua deviazione dalla letteratura Biblica a Milton era stata
causata dal contesto politico negli anni
1950-70. Zhu era ritornato
alla Bibbia nel 1980. Liang Gong seguì l'impronta del suo maestro, pubblicando vari
libri e articoli: “La vita di Gesù”, “La
letteratura Cristiana”, “La Bibbia e la Letteratura occidentale”,
“Dizionario della Bibbia”, “La storia dell'antica letteratura ebraica”,
ecc. Attualmente Liang Gong collabora
con l’Istituto teologico (protestanti) Chunji
di Honkong per una collana che
include: l'introduzione della Bibbia, Deuteronomio,
Sapienziali, I profeti, I vangeli, Gli Atti degli apostoli, e anche
“Shakespeare e la Bibbia”, “Introduzione allo studio biblico
in occidente”, “La letteratura Russa e la Bibbia”, ecc. L'Istituto di Sinologia internazionale ha sede nell'Università
di Lingue Straniere a Pechino, di cui è direttore Zhang Xiping. Esso si occupa soprattutto
della storia missionaria in Cina e della sinologia nel mondo. Attualmente collabora con l'istituto cattolico Shangzhi (Sapienza)
di Pechino. Maggiormente interessati allo studio della teologia della
Chiesa primitiva sono Chen
Cunfu della Università Zhejiang
e Wang Xiaochao
dell’Università Qinghua di Pechino. Lo stesso
professore Wang è direttore di un Centro
per lo Studio dell'Etica e della Religione della stessa Università
Tsinghua a Pechino. 3. Le istituzioni culturali ecclesiastiche Attualmente queste tre istituzioni hanno ognuna la propria specificità: la Guangqi di Shanghai
sta su un livello elevato e
teologico. Ha tradotto e pubblicato alcuni libri della Bibbia di Gerusalemme, (del NT ha pubblicato 600 mila copie); alcune esegesi della Bibbia; I documenti
del Concilio Vaticano II; una serie di 15 libri di teologia ecc., per un totale di 300 titoli. Pubblica
inoltre le riviste: “Informazioni sulla Chiesa cattolica nel mondo”, “Raccolta di documenti cattolici”, “Omnis Terra” (tradotta in cinese come “servi fedeli”). Shin occupa un livello più popolare, ed
è conosciuta soprattutto per il giornale bimensile "Shin",
diffuso in 50.000 copie. Ha inoltre un sito di informazioni
in internet. I libri pubblicati da Shin
riguardano soprattutto: la Catechesi, la Liturgia, la Preghiera, la
Spiritualità, la Pastorale, le Biografie dei santi, la cultura cristiana,
ecc. con un totale di due milioni di copie di
vari tipi. L’istituto Shangzhi di Pechino è ancora all'inizio, però ha organizzato
già due conferenze in collaborazione con varie strutture accademiche
cinesi. Trovandosi nella capitale, dovrebbe tenere un elevato livello. C’è da notare che tutte le pubblicazioni della Chiesa (come
quelle anche delle altre religioni) hanno un grave svantaggio che deriva dalla legislazione vigente in Cina. Infatti
tutte le pubblicazioni fatte dalle varie istituzioni ecclesiali devono rimanere nell’ambito della Chiesa stessa. Questi
volumi non possono essere commercializzati dalle varie librerie. D’altra parte, la Chiesa può contare
su una forza notevole, che è costituita dai Seminari. Esistono oggi sette grandi seminari
a livello nazionale, con dodici seminari secondari; ci sono poi molti
seminari minori, o preparatori, diocesani.
Fino ad oggi, però, purtroppo sia gli istituti che ho ricordato sopra
che i seminari non riescono
a portare una grande voce nella società. 4. La Chiesa in Cina nell'epoca della globalizzazione La Chiesa e la Cina sono due realtà
piene di dinamicità. Alcuni studiosi pensano che l'illuminismo occidentale
ha ricevuto un forte influsso dal confucianesimo attraverso
i missionari. Una poesia cinese citata dal professore
Zhang Xiping descrive questo scambio:
"volevi piantare un fiore con tanta attenzione, ma non ne è venuto
niente; hai messo un ramo di salice piangente per caso, e il salice piangente è divenuto una foresta".
Anche il professore Bruno Forte ha espresso
un pensiero simile: "Come la pentola, il costruttore di pace
deve sentirsi impegnato nell'ordinarietà
della vita a stare fra l'acqua e il fuoco, senza ignorarne o sminuirne
il conflitto: ciò che deve e può fare però - nello stare in mezzo
fra i due - è di lasciarsi trasformare dalla carità in metallo ardente,
perché il fuoco e l'acqua producano il loro frutto comune."
[iii]
. E pure la Costruzione conciliare Lumen Gentium
dice: "La Chiesa .... è il segno e lo strumento dell'intima unione
con Dio e dell'unità di tutto il genere umano." (LG1). Giovanni Paolo II nella sua enciclica "Fides
et Ratio" conferma anche: "La
fede e la ragione sono due ali con le quali lo spirito umano s'innalza
verso la contemplazione della verità". Questa natura della Chiesa la rende un’importante protagonista
nell'epoca globalizzata. La sua profonda
presenza nel mondo, il suo forte collegamento universale,
la sua fede trascendente, la sua sensibilità alla società,
tutti questi elementi costituiscono un decisivo privilegio nella società
postmoderna e globalizzata. La missione della Chiesa in
Cina è solo all'inizio, siamo all’alba di una nuova giornata, è passato il tempo più oscuro, un futuro radioso
già si profila all’orizzonte. "Dialogo è il campo caratteristico
che crea l'uomo", Dio
ha chiamato l'uomo per primo: "Adamo, dove sei?".
L'uomo deve rispondere. Dobbiamo riflettere: in quale situazione noi siamo? Anche la Cina deve dare la sua risposta. E io penso che sarà positiva. i. Li Xianping,
Salvare il mondo e salvare il cuore, Shanghai-Popolo,
1993, Shanghai. ii. Yang Jianlong, Le grida nel deserto, Shanghai-educazione,
1998. iii. Simposio internazionale su “Religioni e Pace”, 2000, Pechino.
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