|
Rosanna
Marin, FMM Vivere in una comunità multiculturale
è entrare in una dinamica specifica, per alcuni
aspetti diversa da quella vissuta da una comunità di sorelle di una
stessa nazionalità, inserite nel proprio paese. Non a partire da uno “studio”, ma da un’esperienza concreta
di lunghi anni, vissuta in situazioni diverse, vorrei descrivere tre
aspetti del gioco di forze, di interazioni,
di motivazioni che agiscono in tale comunità. Li ho espressi così: Comunità multiculturale: dinamica di apertura a nuovi orizzonti Per situare questa mia condivisione vorrei
fare due premesse. 1. Di quale comunità
multiculturale abbiamo esperienza? • Di una comunità di sorelle di più
o meno numerose nazionalità, che vivono una limitata interazione con
l’ambiente circostante come può essere, ad esempio, una Casa generalizia?
• Oppure di una comunità profondamente
inserita nell’ambiente, nella chiesa locale, attraverso la vita quotidiana,
il lavoro, l’attività apostolica…? • La dinamica può pure cambiare secondo
la composizione della comunità: maggioranza di sorelle autoctone oppure
pluralismo di nazionalità? Evidentemente non posso prendere in considerazione queste diverse
variabili. Farò solamente una riflessione globale. 2. Come vivo la diversità?
Ecco un'altra domanda che è bene porsi La diversità culturale è per me un problema oppure un’opportunità?
Da parte mia, prenderò in considerazione la dinamica multiculturale da un punto
di vista positivo: non posso fare diversamente perché questa dimensione
è parte integrante della nostra missione in quanto FMM. Evidentemente questo non vuole nascondere le reali difficoltà
che si incontrano nel costruire una comunità
multiculturale. A. Comunità multiculturale: dinamica di apertura
a nuovi orizzonti Se dovessi scegliere una frase biblica per
esprime questo aspetto prenderei il passaggio di Isaia che dice:“Allarga lo spazio della tua tenda, distendi
i teli delle tue dimore senza risparmio! Allunga le tue corde…”
(Is 54,2).
Attraverso la vostra esperienza personale vi siete certamente già resi/e conto che una comunità multiculturale offre numerose occasioni per aprirsi ad un
mondo nuovo. ► Io vorrei sottolineare come
sia importante prendere coscienza delle nostre differenze. Ne prendo in considerazione alcune che mi sembrano toccare
da vicino il nostro vivere insieme. • Secondo le culture abbiamo delle immagini diverse dell’autorità.
Le une hanno un forte senso della responsabilità personale e vogliono
che tutto si faccia nella corresponsabilità. Le altre si attendono che
la responsabile decida e faccia tutto. Le une accolgono quello che dice
l’autorità come una proposta da sottoporre a valutazione, al dialogo;
le altre prendono come un ordine tutto quello che la responsabile dice… • Il rapporto a noi stesse e agli altri: alcune culture sviluppano
di più la conoscenza psicologica della propria personalità, altre meno;
certe culture abituano ad esprimere facilmente i propri bisogni, in
altre, invece, questo non si deve fare… In certe culture ci si abitua
a dire il proprio punto di vista in modo diretto, in altre, invece,
in modo molto più discreto e velato. Delle persone possono essere gravemente bloccate da
un modo di parlare troppo diretto e franco. • Le sensibilità, il significato dei gesti variano da cultura a cultura. • La sensibilità religiosa, il modo di esprimere la propria
fede variano molto secondo i paesi, secondo
le culture… Come accogliere la diversità in questo campo così centrale
per la nostra vita personale e comunitaria? Se si trovano le buone soluzioni
si può vivere un vero approfondimento della fede e della preghiera. • La politica: soggetto delicatissimo
che domanda molta saggezza, molto silenzio. ► Le differenze sono molte, numerosissime le occasioni
per scoprire orizzonti nuovi, per trasformare la propria mentalità…
ma bisogna prendere i mezzi. Ne enumero alcuni: • Incoraggiare ciascuna ad esprimere momenti e gesti forti
della propria cultura. • Investire tempo ed energie per parlarsi
ed ascoltarsi, per cercar di capire le vere motivazioni, i veri valori
che sono dentro i comportamenti. • Tenere sempre sveglia la voglia di imparare. • Cercar di imparare almeno una seconda
lingua nel desiderio di comunicare; aver la ‘passione’
di comunicare.
É vero che le lingue sono una reale difficoltà che deve essere risolta
secondo i diversi contesti. • Quando delle sorelle arrivano per
la prima volta in un nuovo paese, dare loro • Spesso si ha bisogno di condividere e di riflettere in una
cerchia più ampia di quella della propria comunità; si ha bisogno di
consultare persone che hanno esperienza e competenza. ► È importante riconoscere le differenze… ma nello stesso
tempo siamo chiamate a raggiungere ciò che ci è
comune. Quando si resta per lunghi anni a contatto con un'altra cultura,
al termine della lunga strada di scoperta del diverso, c’è la gioia
di incontrarsi come persone, di ritrovarsi accomunati nelle
stessa umanità. B. Comunità multiculturale: dinamica di conversione
e di crescita Un testo della Scrittura per esprimere questa dinamica potrebbe essere Gv 15,2
“… ogni
tralcio che porta frutto lo monda, perché porti maggior frutto”. Chi si lascia coinvolgere nella dinamica
dell’incontro multiculturale, prende a poco
a poco coscienza di aver bisogno • Se qualcuno mi rimproverasse de
essere etnocentrica, la mia prima reazione
sarebbe di risponder che non è vero. Di fatto, etnocentrici
lo siamo tutte/i, chi più chi meno. È importante
riconoscerlo per poter ridimensionare le nostre attitudini nella relazione
quotidiana con altre culture. • Complesso di superiorità, complesso di
inferiorità? Tutti e due sono delle
barriere all’incontro, all’acculturazione. D’altra parte abbiamo tutte/i,
un complesso di superiorità e contemporaneamente un complesso
di inferiorità: dipende dalla persona o dalla cultura che ci sta di
fronte. • Per vivere l’incontro interculturale abbiamo bisogno di aiutarci
ad avere uno sguardo positivo su noi stesse/i
prima di tutto e sulla nostra cultura. • Quante etichette, quanti stereotipi dobbiamo
levare dal nostro modo di pensare per poter avere uno sguardo sereno
sull’altra/o. • Di che tipo è il mio interesse per le altre culture? • Devo anche chiedere a me stessa: • So accettare di essere destabilizzata
anche nelle categorie, nelle immagini del mio mondo religioso? ► La pluriculturalità è un
terreno che domanda un grosso investimento di energie,
ma che vale la pena di essere coltivato perché può portare molti frutti: • Una nuova conoscenza ed una nuova
relazione con i popoli e le situazioni che essi vivono. Quando i media
parlano dei paesi del Vicino Oriente, per me non sono semplicemente
informazioni: io mi sento implicata, vedo dei volti, delle situazioni
concrete… • La presa di coscienza del valore e del potere della parola:
parola che deve essere purificata, pesata nella ricerca di verità e
in una attitudine d’amore; taciuta quando può ferire o bloccare… • La guarigione dalla paura di ciò che è diverso, dal timore
di perdere il proprio potere o di perdersi. • L’acquisizione di una maggiore apertura, di un po’ più di umiltà; dell’attitudine di chi sa di non sapere tutto, di
chi sa che deve sempre imparare. • La gioia di pregustare alla Comunione
di tutta l’umanità in Dio. Tutto questo ci fa maturare e crescere; ci affina e ci libera per annunciare la Buona Notizia del
Regno. C. Comunità multiculturale: dinamica missionaria Penso che la parabola del granello di senapa esprima molto
bene questo aspetto:
“… il più piccolo dei semi…diventa il più grande di tutti gli erbaggi…
gli uccelli del cielo possono rifugiarsi sotto la sua ombra.” Mc
4, 30-32 A molti, la realtà vissuta da una comunità multiculturale sembra una grande
dispersione di forze. Una volta un sacerdote ci ha detto: “La vita comunitaria
è già difficile per se stessa e voi vi divertite
a complicarla mettendo insieme suore di tante nazionalità!” ► Un granellino
piccolissimo che diventa un grande albero… La comunità multiculturale: • Diventa testimonianza dell’unità, della solidarietà e della
complementarietà delle Chiese. Vi do come esempio un fatto avvenuto
in America Latina. ► Un grande albero
frondoso alla cui ombra possono riparare gli uccelli del cielo… La comunità multiculturale: Nelle società multi etniche che si stanno formando in molti
paesi, la comunità multiculturale Un piccolo seme: • In situazioni di guerra, di conflitti di vario genere è possibile
vivere la multiculturalità? • “Pace e perdono, missione e riconciliazione”: sono espressioni
che Giovanni Paolo II ripete spesso. Ricordo molto bene un momento forte del nostro ultimo Capitolo
generale. Sì, io credo che le comunità multiculturali
sono dei “crogioli” di Comunione, della comunione di tutti i popoli
nel Regno di Dio. Che lo Spirito ci faccia il dono di
crederci.
Ref.: Rosanna Marin, FMM (Francescana Missionaria di Maria),
Testo presentato per la Conferenza di SEDOS (13 febbraio 2004). |