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Costruttore di cattedrali
virtuali Padre Yves Bériault racconta il suo nuovo modo di vivere la missione delaa predicazione: attraverso i siti Internet. Si racconta come un costruttore di "cattedrali virtuali" dove la fede è spiegata, annunciata, dipinta, discussa.
Durante l'ultima assemblea annuale del SEDOS (Servizio di Documentazione E Studi) Che si è tenuta il 4 dicembre del 2001 è intervenuto p. Yves Bériault, domenicano canadese, responsabile di Internet per l'ordine dei frati predicatori. In una conferenza dal titolo Evangelizzazione e Internet1 ha presentato alcune riflessioni sul "mondo di Internet" e le sue implicazioni per l'evangelizzazione. Negli ultimi sei anni di impegno come webmaster ha lavorato a vari progetti di siti religiosi che vanno dai siti istituzionali quelli per il capitolo generale dei domenicani e della propria provincia religiosa a siti dedicati alla pastorale (universitaria in particolare) e alla spiritualità (domenicana, ma non solo). Interessanti due progetti molto diversi tra loro. II primo la creazione di una fraternità domenicana virtuale, la Fraternité dominicaine Sainte-Catherine-de-Sienne (http://www.spiri2.com), luogo di riflessione, discussione e scambio di testi sulla vita domenicana, con la possibilità di chi vi partecipa di presentarsi e conoscersi. "Devo dire afferma p. Bériault che molto rapidamente alcuni membri della fraternità hanno messo in piedi un servizio di lectio divina... dove coloro che sono interessati fanno pervenire le proprie riflessioni e meditazioni. Alcuni membri europei si sono anche dati un incontro annuale in Svizzera. Un tempo di ritiro e di condivisione". Il secondo progetto (http://www.spiritualite2000.com), si presenta come una rivista di spiritualità cristiana alla quale collaborano 12 persone, per lo più membri della famiglia domenicana. "La ragione di questo progetto spiega p. Bériault è stata quella di offrire un luogo di riscoperta e approfondimento della spiritualità cristiana". II sito occupa sei fratelli in un servizio di accompagnamento spirituale degli oltre quattrocento visitatori giornalieri. Interessante il commento di uno dei domenicani, ottantenne, impegnato nel progetto: "Questo ministero su Internet costituisce per me una nuova partenza, perché la mia sordità mi impediva di ricevere persone per la confessione o l'accompagnamento spiritale. Ora mi sento rivivere". "Sono certo che questo nuovo mezzo di comunicazione suscita molte controversie afferma p. Bériault ci mette di fronte a una sovrabbondanza di informazione davanti alle quali perfino noi non sappiamo più dove girare il capo". Ma non si tratta di una moda passeggera bensì di una "nuova sfida che noi dobbiamo assumere, anche se disturba il nostro modo di pensare, di comunicare e di relazionarci gli uni gli altri". La necessità di evangelizzare II nostro secolo, come quello appena trascorso, si presenta come il secolo del dialogo. "Noi assistiamo da oltre un secolo a un vasto movimento di dialogo, di cooperazione, di incontro, di solidarietà sia a livello internazionale (pensiamo alla nascita della Società delle Nazioni che ha dato vita all'ONU) sia a livello interreligioso, pensiamo all'incontro di Assisi che costituisce ormai un nuovo punto di partenza nel dialogo tra le religioni. Qui si trova la sfida per l'evangelizzazione che non è solamente annuncio esplicito del Vangelo ma prima di tutto modalità di presenza nel mondo, azione di umanizzazione e di bonifica del nostro mondo". La Chiesa "non sarà mai dispensata dalla prima missione che le è stata conferita al mattino della Risurrezione: annunciare che colui che era morto è risuscitato. Per noi annunciare Cristo è una necessità". "lo continua p. Bériault devo confessare che è questa gioia, questa fede nel Cristo che mi anima e sostiene nell'impresa di missionano di Internet. E' la "contemplata aliis tradere" dei domenicani che giustifica la mia nuova vocazione di webmaster, quella "contemplata aliis tradere" della nostra tradizione medievale che significa, né più né meno, trasmettere al mondo il frutto della nostra contemplazione". Così conclude p. Bériault "il mio ministero su Internet un modo che ho trovato per attualizzare, nella mia vita di credente a di predicatore della buona notizia, il pressante appello che attraversa tutto il Nuovo Testamento di annunciare la buona novella del Regno". Nuovi luoghi di incontro dell'assoluto Dopo aver presentato cinque progetti su cui ha lavorato negli ultimi anni, p. Bériault ha condiviso alcune personali convinzioni a riguardo della pertinenza di una presenza della Chiesa su Internet. "Si racconta un piccolo aneddoto. Tre muratori sono all'opera in un cantiere al centro delta città e lavorano allo stesso progetto. Si ferma un passante che si informa su quanto stanno facendo. "Sono uno scalpellino e spacco delle pietre", risponde il primo. "Sono uno scalpellino risponde il secondo e sto costruendo un muro". "Sono uno scalpellino dice il terzo e sto costruendo una cattedrale". Per me continua p. Bériault anche se non ho l'abilità di un costruttore di cattedrali né la pretesa d'essere un artista l'ideazione di un sito Internet tende alla creazione di un luogo bello e accogliente per chi lo visita, perché un sito è un luogo pubblico. È il nuovo luogo pubblico del XXI secolo e la Chiesa ha bisogno di costruttori di cattedrali vírtuali dove la fede possa essere dipinta, contemplata, annunciata, discussa. La creazione di un sito Internet per il grande pubblica è un'opera d'arte in sé, dove si incontrano allo stesso tempo i linguaggi dell'architettura, della pittura, della musica come anche dell'urbanistica (pensiamo alla navigazione in un sito). Ogni webmaster di fronte al proprio sito non è solo un architetto ma allo stesso tempo è un pittore davanti a una tela". Per quanto riguarda i frequentatori di Internet i cosiddetti internauti p. Bériault ricorda che chi "visita un sito cattolico è comparabile a quei turisti in Europa che trascorrono una buona parte delle loro vacanze a visitare cattedrali, basiliche, chiese e monasteri alla ricerca del bello, della storia, della spiritualità. Sono tutti cristiani o credenti? Vengono tutti trasformati dalle visite? Certamente no. Ma attraverso le pitture, le vetrate, i mosaici, l'architettura, lo spazio, la bellezza, il silenzio, tutti si sono potuti avvicinare al mistero.... Per pochi minute o per qualche ora questi visitatori si sono fatti pellegrini dell'Assoluto. Perché mai un simile viaggio non può essere possibile su Internet? In fondo i siti cristiani sono delle cattedrali virtuali. Per alcuni visitatori sono l'occasione per avvicinarsi, in modo anonimo, alla vita della Chiesa. Per altri l'occasione per porre interrogativi in un forum dedicato al servizio dell'accompagnamento spirituale. Interrogativi che non porrebbero mai al proprio sacerdote! I siti offrono un'occasione sia di leggere dei testi sacri come di curiosare nei libri religiosi senza essere visti; oppure permettono di lasciare un "graffito" ingiurioso sulle pagine dedicate ai commenti, ai messaggi. È già un primo passo verso un eventuate dialogo. II visitatore ha potuto esprimersi, soddisfare una certa curiosità, trovare risposte ad alcuni interrogativi, fare conoscenza di una guida per il suo cammino oppure di lasciare una preghiera. I siti di Internet, oltre che essere miniere di informazioni a luoghi di incontri, possono essere anche luoghi di ritorno alle origini e in modo particolare per cristiani isolati. Penso a quei cristiani tunisini, soli in un contesto musulmano, che mi dicevano di trovare il loro principale nutrimento spirituale nei siti Internet. Questi si possono trasformare in luoghi di catechesi, di formazione teologica o in luoghi di solidarietà e di impegno per persone che condividono la stessa causa". "Siamo in presenza di uno strumento di comunicazione conclude il domenicano canadese rivoluzionario e dalle molteplici possibilità. Con Internet noi assistiamo a una democratizzazione senza precedenti di uno strumento di comunicazione, grazie alla sua economia di utilizzo e alla sua facilità d'accesso. Un mass-media che congiunge in sé l'arte epistolare, il giornale, il bollettino, la rivista, il video, l'audio, la pubblica piazza attraverso i forum, la comunicazione diretta attraverso le chat e anche la telefonia. Dopo i mezzi di comunicazione come la stampa, la radio, la televisione, Internet è un appuntamento che la Chiesa non può mancare". (O. C.) Nota 1. BÉRIAULT Y., "Évangélisation et Internet", SEDOS Bulletin, Vol. 34, n. 2/2002, pp. 35-38.
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