Donatella Acerbi

Associazione Famiglie Carismatiche in Dialogo

Buongiorno a Tutti. Sono Donatella Acerbi di Roma, membro della Comunità Quinta Dimensione, una comunità dell'Unione dell'Apostolato Cattolico. L'UAC, cioè la Famiglia Pallottina, è stata fondata da San Vincenzo Pallotti nel 1835, che chiamò persone di ogni vocazione, unite dall'amore di Cristo, per promuovere la corresponsabilità di tutti i battezzati nel ravvivare la fede e riaccendere la carità nella Chiesa e nel mondo, e per portare tutti all'unità in Cristo. Dopo un lungo percorso di recupero dell’unità tra le diverse componenti, nel 2003 la Santa Sede ha riconosciuto la Famiglia Pallottina, composta da sacerdoti e fratelli, suore, laici come Associazione Internazionale Pubblica di Fedeli di diritto pontificio. Da più di 40 anni sono stata attivamente impegnata nella storia dell'UAC, e di essa sono stata sia Segretario Generale che Presidente Generale.

Grazie P. John Paul per avermi dato l’opportunità di condividere oggi qui al SEDOS insieme a P. Antonio l’esperienza dell’Associazione “Famiglie Carismatiche in Dialogo” in generale e, in particolare, all’interno del Comitato Esecutivo.

1. Per descrivere l’Associazione “Famiglie Carismatiche in Dialogo”

Alla base del cammino dell’Associazione, c’è ciò che possiamo definire “intesa comunionale”, caratterizzata dal senso di appartenenza e dalla capacità di condividere i carismi di fondazione, attraverso la compartecipazione, l’integrazione che nasce dallo scambio del dono del proprio stato di vita, tra consacrati e laici. Sappiamo che ogni carisma di fondazione include un “contenuto”, ma, al tempo stesso, anche un “modo d'essere”, un “modo di procedere” peculiari (cfr. J. M. Bergoglio, Intervento al Sinodo sulla Vita Consacrata e la sua Missione nella Chiesa e nel Mondo n. 5, XVI Congregazione generale — Roma, 13 ottobre 1994).

Per “famiglia carismatica” si intende proprio la realtà descritta da Papa Francesco nella lettera apostolica per l’anno della vita consacrata del 21 novembre 2014: “Di fatto attorno ad ogni famiglia religiosa, come anche alle Società di vita apostolica e agli stessi Istituti secolari, è presente una famiglia più grande, la “famiglia carismatica”, che comprende più Istituti che si riconoscono nel medesimo carisma, e soprattutto cristiani laici che si sentono chiamati, proprio nella loro condizione laicale, a partecipare della stessa realtà carismatica” (parte III, 1).

Nella variegata realtà dei carismi di fondazione, esistono istituzioni volute e strutturate dai loro Fondatori o Fondatrici come famiglie carismatiche fin dall’inizio. Altre realtà si stanno scoprendo o riscoprendo membri della stessa famiglia carismatica proprio in questi ultimi anni. Tutti sentono oggi la chiamata a vivere la sinodalità, rinnovando le relazioni reciproche e liberando le grandi potenzialità che nascono dalla partecipazione condivisa alla realtà carismatica dei Fondatori.

2. Un po’ di storia

Negli anni 90 è sorto a Roma un organo di servizio fraterno tra i membri delle varie Curie Generalizie (Associazione Membri Curie Generalizie- AMCG). A partire dal 2014, soprattutto per l’iniziativa di P. Isidoro Murciego - OSST - esso si è rinnovato, prendendo come obiettivo specifico la riflessione sulle “famiglie carismatiche” e la promozione del dialogo tra le stesse. Da allora ha preso il nome di Associazione Famiglie Carismatiche In Dialogo, mettendosi a servizio nel promuovere la riflessione, la ricerca e lo scambio di esperienze vissute, nella valorizzazione del carisma specifico. L’Associazione promuove il coinvolgimento dei membri delle Curie Generalizie e dei responsabili centrali delle diverse associazioni laicali nel loro impegno ad avviare processi di confronto e di crescita all’interno della propria Famiglia e tra le Famiglie.

L’ispirazione di fondo che anima l’Associazione “AMCG-Famiglie Carismatiche in dialogo” colloca al centro della famiglia carismatica il carisma e attorno ad esso gli istituti e le associazioni. Questa prospettiva spinge i membri a vivere la comunione delle diverse vocazioni e stati di vita ispirati e sviluppati dallo stesso carisma, e la complementarità e la corresponsabilità al servizio della missione. Tutto ciò nella consapevolezza che promuovere il dialogo nella propria Famiglia Carismatica e tra le Famiglie Carismatiche è già missione ecclesiale e testimonianza pratica di comunione, gioia e speranza al servizio del Regno di Dio.

3. Per descrivere la missione dell’Associazione Famiglie Carismatiche in dialogo

È quella di rendere un servizio nelle e tra le Famiglie per:

promuovere la consapevolezza che in ogni famiglia carismatica la condivisione del medesimo carisma fonda la pari dignità di ogni stato di vita, la comunione tra le vocazioni, la corresponsabilità dei suoi membri, consacrati e laici, seguendo la via pratica della sinodalità;

favorire lo studio in comune dell’identità, della funzione dei vari componenti di ogni Famiglia Carismatica, per un più efficace sviluppo e azione delle stesse, e se richiesto accompagnare percorsi di formazione in seno alle singole Famiglie;

facilitare la reciproca conoscenza e relazione tra le Famiglie Carismatiche, lo scambio di iniziative, esperienza, documentazione, ecc., capaci di arricchire mutuamente i singoli e le diverse realtà; ricercare insieme possibili vie di risposta alle diverse sfide che si presentano nei processi di condivisione e attualizzazione del carisma.

Al centro di questa comunione allora, c’è la radicalità della scelta di Cristo e del suo vangelo, il convincimento che ogni carisma è nato per essere nella Chiesa e con la Chiesa a servizio dell’umanità. E la comunione tra i diversi carismi passa attraverso il rapporto, il dialogo diretto tra le persone.

4. L’esperienza nel Comitato Esecutivo

In questa realtà si situa l’esperienza che viviamo all’interno del gruppo di cui facciamo parte, che chiamiamo Comitato Esecutivo, che dal 2015 prepara e coordina le iniziative formative assembleari, due all’anno.

Il Comitato ha una specie di struttura organizzativa, un po’ atipica, perché in realtà non ci sono cariche o funzioni: come referenti delle famiglie carismatiche, ci raduniamo periodicamente per preparare gli incontri annuali, per riflettere insieme sul cammino da fare, per poter essere a servizio delle varie Famiglie.

Siamo membri di famiglie diverse, con carismi diversi, con stati di vita diversi, con incarichi diversi all’interno della propria famiglia carismatica. Attualmente nel Comitato rappresentiamo: la Fam. Caracciolina, la Fam. Cottolenghina, la Fam. dei Figli della Chiesa, la Fam. di san Giuseppe de Gerona, la Fam. Guanelliana, Famiglia Lasalliana, la Fam. Mazenodiana, la Fam. Murialdina, la Fam. Orionina, la Fam Pallottina, la Fam. Paolina, la Fam. Piccole Ancelle del Sacro Cuore, la Fam. Sacro Cuore del Verbo Incarnato, la Fam. Salesiana, la Fam. Società Missioni Africa, la Fam. Trinitaria.

Lavorando, stando insieme, prendendo delle decisioni insieme, sentiamo che la comunione viene prima di ogni altra cosa e mette in gioco tutto di noi: il carisma, il coinvolgimento, la coscienza, finanche i nostri limiti. In questo senso, far parte del Comitato è un’esperienza di sinodalità, cioè della maniera specifica di vivere e di operare (modus vivendi et operandi) della Chiesa come Popolo di Dio.

Per me è l’esperienza più bella e arricchente di questo cammino, perché è l’opportunità concreta di costruire realmente tra di noi quella casa in cui ognuno si sente accolto, partecipe, corresponsabile, in una parola: amato.

5. Le sfide che restano aperte

Possiamo raggrupparle così:

a. Il “sogno” di essere Famiglia Carismatica è collocare al centro il carisma in una prospettiva che porta alla complementarità dei doni, ad un cammino vissuto in reciprocità e corresponsabilità condivisa. C’è ancora difficoltà a capire il proprio ruolo e la propria vocazione, e questo crea barriere, incomprensioni e difficoltà all’interno di ogni famiglia, e a volte delle opposizioni che creano disagio. Ci possiamo domandare, a 50 anni dal Concilio Vaticano II, se lo abbiamo capito e come mai non si riesca a vivere lo spirito di famiglia. Occorre tornare al battesimo, alla nostra chiamata universale alla santità e vivere con fedeltà.

b. Tutti i carismi sono nella Chiesa e per la Chiesa, sotto l’azione dello Spirito Santo. Il passaggio ‘dall’io al noi’ richiede un processo lungo e complesso. Viviamo in una società impregnata di individualismo. Ci sono difficoltà da superare e remore storiche, culturali, psicologiche; tra di esse: una visione clericale/funzionale della Chiesa; una certa mancanza di fiducia nell’altro; aspetti culturali e tradizioni diverse che non favoriscono una visione comune; la paura di confondere le varie identità vocazionali. La Famiglia Carismatica è un cammino insieme, è passare dall’autoreferenzialità alla reciprocità, dal clericalismo al battesimo comune che arricchisce e potenzia la diversità dei gruppi intorno al carisma condiviso. per vivere il sogno e vedere il carisma realizzato nel nostro ambiente. È allora necessario lavorare con pazienza e determinazione, partendo dal carisma, un carisma che ha come fondamento l’amore di Dio che è al centro.

c. Il carisma è un dono di grazia che il fondatore riceve, e i figli della famiglia non sono i detentori assoluti del carisma. Tornare ai nostri Fondatori, vedere come loro vivevano il carisma ricevuto, vivere fino in fondo lo spirito di famiglia che loro ci hanno insegnato e consegnato. L’esperienza della condivisione dei doni è possibile: ogni vocazione fa emergere un aspetto della spiritualità comune, in un arricchimento reciproco.

d. Il carisma è al centro nell’attualizzazione nel proprio stato di vita. Il cammino di condivisione si sviluppa anche in un percorso di formazione comune che vede tutti, consacrati e laici, insieme in una formazione condivisa perché solo così può diventare un progetto di vita che coinvolge tutti i membri della Famiglia Carismatica.

Nel concludere, desidero sottolineare che, sulla scia dei propri fondatori/fondatrici, le famiglie carismatiche sono chiamate a costruire relazioni ad intra e ad extra, perché Dio è relazione in sé, come ha detto Papa Leone XIV nella veglia di Pentecoste: «il con – costituisce il segreto della vita di Dio. Dio non è solitudine. Dio è “con” in sé stesso – Padre, Figlio e Spirito Santo – ed è Dio con noi» (Leone XIV, Omelia Veglia di Pentecoste, 7 giugno 2025).

E il ‘con’ è sempre stato un tratto inconfondibile dell’esperienza di Spirito di ogni Fondatore, basta guardare alla loro capacità della cura dei legami, delle relazioni. Mi viene in evidenza che questo moto della loro via spirituale è ora l’eredità di ogni membro della famiglia carismatica da ravvivare con integrità in questo nostro oggi. E vale la pena viverlo.